Infiammazione Dei Flessori Della Gamba Del Corridore

Quali sono e come funzionano i muscoli flessori della gamba

I muscoli flessori della gamba sono 3:

  • bicipite femorale,
  • semimembranoso,
  • semitendinoso.

Originano tutti dalla tuberosità ischiatica, ovvero quella porzione di osso del bacino posizionata sotto al gluteo.

Questi muscoli intervengono molto nella dinamica della corsa.


A cosa servono

Sono gli antagonisti del quadricipite e servono: 

  • a far flettere la gamba sulla coscia, 
  • ad estendere la coscia rispetto al bacino,
  • intervengono nella fase di molleggio e reattività del piede a terra.


Dove si infiammano?

Spesso i flessori della gamba si infiammano nel punto di origine, sull'ischio, sotto al gluteo.

Dato che originano tutti dallo stesso tendine, questo è sottoposto a grossi carichi in spinta e trazione.

A livello inserzionale invece, si dividono in tre tendini ed inserzioni diverse, distribuendo lo sforzo e il movimento della gamba sulla coscia.

Sintomi dell'infiammazione dei flessori della gamba

I sintomi sono caratterizzati da:

  • dolore sottogluteo, nella zona di inserzione,
  • fastidio a stare seduti su superfici dure,
  • sensazione di gonfiore,
  • fastidio irradiato posteriormente sulla coscia,
  • difficoltà ad allungare la gamba, soprattutto in fase dinamica (corsa, camminata).

Lo stato infiammatorio genera un'ispessimento dei tessuti e questo spiega la sensazione di gonfiore. Questo Ispessimento determina un difficoltoso scorrimento delle fibre che scatena il dolore.

La problematica può durare diversi mesi con fasi di regressione e peggioramento.

Diagnosi comparativa

Questo tipo di dolore viene spesso confuso con la sindrome del piriforme (detto anche falsa sciatalgia), in quanto entrambe danno fastidio nella zona sottoglutea o glutea, con difficoltà a distendere la gamba.

Entrambe, se molto acute, generano fastidio anche a freddo con irradiazione sulla coscia che inizia a tirare.

Altra sindrome con cui viene confuso è la sciatalgia, perché entrambe generano un dolore lungo la coscia, fastidioso, spesso costante. Nella fase dinamica generano entrambe tensione muscolare e difficoltà a distendere l'arto.

Infiammazione dei flessori nel corridore di fondo e nel velocista (la dinamica)

Questa problematica è stata evidenziata sia nel corridore di lunghe distanze, sia nel velocista.

La dinamica e lo stress sono molto diverse.

Nel fondista la problematica può essere collegata ad una dinamica poco elastica in cui la fase di contatto col terreno dura molto più del velocista e spesso vede un appoggio quasi totale del piede con dei costanti contraccolpi.

Il fondista amatore tende spesso a correre "seduto", con poca fase aerea, il passo è corto e la fase di appoggio monopodalico dura molto.

La continua ripetizione del gesto può portare ad un sovraccarico del tendine inserzionale che si infiamma e genera tensioni. 

Il velocista ha invece una importante fase aerea e ha poco contatto col terreno, ma lavora a delle intensità di sforzo maggiore.

Il velocista ricerca sempre la fase di rimbalzo e molleggio del piede a terra (quindi rispetto al fondista, nella fase del passo, spinge la gamba ed il piede verso il basso in modo da sfruttare il rimbalzo e la fase elastica. Il fondista spesso tende a sollevare la gamba usando molto il quadricipite).

La fase elastica è garantita si dal piede e dalla volta plantare, ma anche dalla contrazione dei femorali (o flessori della gamba) e del gluteo. Questo maggiore sollecitazione può portare il tendine ad infiammarsi ed ispessirsi, non consentendo più una buona dinamica e contrazione del muscolo.

Riabilitazione e cure

Come già evidenziato lo stato infiammatorio può durare diversi mesi riducendo le capacità dinamiche.

In questi casi ridurre gli allenamenti se non addirittura interromperli, in base al livello del dolore, può essere essenziale. 

Si interviene con terapie antinfiammatorie come:

L'applicazione della tecnica della fibrolisi è utile a dare spazio e libertà ai ventri muscolari e alle singole fibre, ma bisogna stare attenti a non forzare perché si rischia di creare un aumento della fase infiammatoria e versamenti.

Coadiuvare il tutto con della Massoterapia per sciogliere i muscoli femorali è utile a dargli più elasticità.

Essenziale è lavorare con stretching ed esercizi di postura che possano evitare stati di squilibrio muscolare.

L'intervento medico (con eventuali infiltrazioni) può essere valutato, ma non è frequente.

Le conseguenze dovute ad una cura non adeguata del problema, può portare ad una cronicizzazione del dolore.

I tessuti rimangono ispessiti e meno elastici e si possono generare delle calcificazioni o ossificazioni difficili da eliminare.


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Articolo scritto dal dott. In fisioterapia ed Osteopatia Simone Piferi

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