lesioni fascia addominale

Come riconoscere una possibile lesione alla fascia addominale e quali sono i trattamenti adatti

Prima di parlare propriamente dei dolori ai muscoli addominali e come si presentano le lesioni addominali, vediamo insieme come è costituito anatomicamente l'addome, quali i fasci muscolari e qual'è la loro funzione.

La parete addominale è costituita da più fasci muscolari:

  • retto addominale
  • obliquo interno
  • obliquo esterno
  • trasverso dell'addome

Questi fasci muscolari costituiscono il contenitore dei nostri visceri.

La disposizione dei fasci muscolari su più piani, consente di dare un costante sostegno ai movimenti del corpo e assorbe le pressioni addominali.

Riassumendo, le funzioni della parete addominale sono:

  • contenimento viscerale,
  • mantenimento della pressione viscerale,
  • sostegno del tronco,
  • sostegno in tutti i movimenti dinamici del corpo.

Detto ciò, le cause di dolori addominali possono essere di varia natura, ma quando parliamo di muscoli addominali doloranti, è possibile che siamo in presenza di lesioni addominali.

 

Le cause delle lesioni addominali

Come abbiamo visto la fascia addominale è in costante attività e può andare incontro a lesioni come qualunque altra fascia muscolare del nostro corpo.

Nel caso dei muscoli addominali ci sono anche cause di lesione specifiche, ad esempio:

  • affaticamento muscolare per eccessivo allenamento,
  • trauma diretto,
  • movimenti bruschi ed improvvisi,
  • gravidanza,
  • obesità.

 

Le tipologie di lesioni addominali

 

La contrattura addominale

Quasi sempre la contrattura addominale è segno di un affaticamento del muscolo (ossia un indebolimento di alcune fibre con lieve elongazione) che si contrae come difesa per prevenire una lesione.

I Sintomi sono spesso legati a:

  • indolenzimento diffuso sulla zona dell'affaticamento, 
  • sensazione di una zona muscolare più rigida,
  • fastidio al tatto.

La contrattura in genere scompare nell'arco di pochi giorni e può essere trattata in questo modo:

  1. ghiaccio nelle prime 48h,
  2. riposo muscolare,
  3. se permane il fastidio, si può intervenire con terapie fisiche come laserterapia.

La diagnosi, se necessaria, può essere fatta attraverso un esame ecografico.

 

Lo stiramento addominale

Consiste in una elongazione muscolare più o meno grave di una certa quantità di fibre. In base alla gravità dello stiramento può esserci del versamento ematico.

I Sintomi sono legati a:

  • sensazione di pizzico o puntura, nel momento della lesione;
  • dolore inizialmente localizzato in un punto e pian piano più diffuso;
  • dolore alla fascia addominale al tatto,
  • dolore acuto nei movimenti specifici,
  • difficoltà ad effettuare il gesto atletico.

Lo Stiramento ha tempi di guarigione più lunghi di una contrattura. Partiamo da un minimo di 15 giorni a salire, in base alla grandezza della lesione e alla presenza o meno di versamento.

Il trattamento consiste in:

  1. ghiaccio, nelle prime 48h;
  2. riposo muscolare;
  3. attenzione a non effettuare stiramenti della fascia addominale o movimenti bruschi ed in torsione;
  4. terapie fisiche come laserterapia, tecarterapia, ultrasuoni;
  5. possibili infiltrazioni di fattori di crescita negli atleti per velocizzare il recupero;
  6. recupero funzionale al gesto atletico.

La diagnosi viene sempre fatto con una ecografia o risonanza magnetica.

 

Lo strappo addominale

Lo strappo è una vera e propria rottura delle fibre muscolari. Lo strappo addominale ha diversi livelli di gravità in base alla quantità di fibre rotte. È sempre presente del versamento, in quanto con la lesione delle fibre si verifica la rottura dei capillari.

I Sintomi sono:

  • dolore descritto come una sassata o un calcio sul punto dello strappo;
  • difficoltà nello svolgere i movimenti;
  • dolore al tatto nella fascia addominale;
  • area della lesione a volte visibile come un avvallamento sul punto di rottura o un rigonfiamento per il versamento;
  • dolore acuto nei movimenti;
  • possibile ecchimosi cutanea.

Lo strappo deve essere trattato con:

  • riposo totale;
  • attenzione ai movimenti;
  • possibile utilizzo di una panciera di sostegno muscolare;
  • terapie fisiche, come nello stiramento: laserterapia, Tecar terapia, ultrasuoni;
  • possibili infiltrazioni di fattori di crescita negli atleti per velocizzare il recupero;
  • fisioterapia per recupero funzionale al gesto atletico;
  • lavoro manuale di recupero e rielasticizzazione della cicatrice post lesione.

La diagnosi viene sempre fatta con una ecografia o risonanza magnetica.

 

Prevenzione delle lesioni della fascia addominale

La prevenzione per gli atleti

Per gli atleti la prevenzione di lesioni addominali consiste in alcuni semplici ed efficaci accorgimenti:

  • maggior attenzione a svolgere costantemente un adeguato rinforzo ed allungamento della fascia addominale;
  • studio della corretta esecuzione del gesto atletico (ad es. nei tennisti e golfisti);
  • garantire sempre un buon recupero muscolare, per non andare in iperallenamento ed affaticamento;
  • svolgere costantemente sedute fisioterapiche o osteopatiche per mantenere una buona elasticità articolare e muscolare riducendo tensioni e rigidità.

Come in tantissimi altri casi, ricordiamo inoltre l'importanza di mantenere sempre un’adeguata idratazione del corpo.

Per chi non svolge attività atletica

In questo caso il rischio maggiore è di incorrere in ernie o diastasi per obesità.

Le cose a cui fare attenzione sono:

  • evitare sforzi eccessivi che potrebbero causare ernie inguinali o addominali;
  • evitare movimenti bruschi nel momento in cui si inizia a praticare attività per cui non si è allenati;
  • mantenere una adeguata alimentazione ed idratazione cercando di evitare di arrivare al sovrappeso o cecando di ridurlo.

Discorso a parte sono le Diastasi Addominali dopo una gravidanza che prevedono tempi e modalità di trattamento a parte.

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