
Conseguenze dell'intervento alla prostata: cosa aspettarsi e come recuperare
La prostatectomia, ovvero l’asportazione chirurgica della prostata, è un intervento che può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana dell’uomo, in particolare sulla continenza urinaria e sulla funzione sessuale. La riabilitazione del pavimento pelvico rappresenta un passaggio fondamentale per il recupero dopo l’intervento, aiutando a migliorare il controllo vescicale e a favorire una migliore qualità di vita.
Che cos’è la prostatectomia e perché si esegue
La prostatectomia viene generalmente indicata nei casi di tumore alla prostata localizzato. Può essere eseguita con diverse tecniche: tradizionale (a cielo aperto), laparoscopica o robotica. L’obiettivo dell’intervento è rimuovere la ghiandola prostatica e i tessuti circostanti, limitando al massimo le conseguenze funzionali. Tuttavia, anche con le tecniche più moderne, può verificarsi una temporanea o persistente alterazione della continenza urinaria e della funzione erettile.
Le principali conseguenze dopo l’intervento
Dopo una prostatectomia, è comune sperimentare:
- Incontinenza urinaria post prostatectomia, soprattutto nei primi mesi post-operatori.
- Disfunzione erettile legata al possibile coinvolgimento dei nervi responsabili dell’erezione.
- Senso di debolezza o pesantezza pelvica, dovuto all’intervento e alla riduzione del tono muscolare locale.
Questi disturbi non devono essere considerati “complicanze inevitabili”: con un corretto percorso di riabilitazione è possibile ottenere miglioramenti significativi e, in molti casi, il recupero completo delle funzioni.
L’importanza della riabilitazione del pavimento pelvico
La riabilitazione del pavimento pelvico dopo prostatectomia ha l’obiettivo di:
- Ripristinare la forza e la coordinazione dei muscoli che controllano la minzione.
- Migliorare la percezione corporea e la capacità di contrazione consapevole.
- Favorire una migliore ossigenazione e un miglior tono muscolare, utili anche per la funzione erettile.
Un percorso personalizzato di fisioterapia pelvica aiuta a ridurre i tempi di recupero e a prevenire recidive o peggioramenti.
Quando iniziare la fisioterapia pelvica
Idealmente, il percorso di riabilitazione dovrebbe cominciare già prima dell’intervento, con esercizi di preparazione che aiutano il paziente a prendere consapevolezza del proprio pavimento pelvico.
Dopo la chirurgia, la fisioterapia può iniziare una volta rimossi il catetere e i punti, seguendo le indicazioni del medico urologo e del fisioterapista specializzato.
La tempistica e la frequenza delle sedute variano in base alle condizioni individuali, ma i benefici possono comparire già dopo poche settimane di lavoro mirato.
Tecniche e approccio terapeutico in Osteokinesis
Nel nostro studio a Roma, il percorso di riabilitazione post-prostatectomia viene gestito in modo personalizzato e multidisciplinare. Durante le sedute, il fisioterapista specializzato valuta il tono muscolare, la postura e la capacità di contrazione del pavimento pelvico.
Le tecniche utilizzate possono includere:
- Esercizi di rinforzo e rilassamento muscolare guidati;
- Biofeedback per migliorare la consapevolezza e il controllo;
- Terapie manuali e respiratorie per favorire equilibrio e mobilità;
- Educazione posturale e indicazioni per la gestione quotidiana.
Questo approccio consente di affrontare non solo l’incontinenza, ma anche i disagi psicologici e funzionali spesso associati alla perdita del controllo corporeo.
I tempi di recupero sono difficilmente prevedibili in quanto tutto dipende da quanto l'intervento è stato invasivo e da quanto le strutture nervose impiegano a riprendere la loro funzionalità.
Riabilitazione per l’incontinenza urinaria dopo l’asportazione della prostata
Quanto dura l'incontinenza dopo intervento alla prostata?
Generalmente viene riferito di un recupero autonomo nell'arco dei primi due mesi. Questo tempo è molto variabile in quanto dipende da quanto fosse esteso il tumore e da quanto il chirurgo è riuscito a preservare i nervi.
Inoltre dobbiamo considerare che con l'asportazione della prostata, la componente di uretra funzionale al contenimento dell'urina viene ridotta e collegata direttamente alla vescica.
C’è da considerare quindi una modificazione delle componenti anatomiche, le cui funzioni devono essere ri-stimolate e rieducate.
I tempi possono variare ed arrivare anche a 12 mesi, l'importante è iniziare da subito gli esercizi di rinforzo ed attivazione del pavimento pelvico, per non rischiare di allungare i tempi e la percentuale di possibilità di non recuperare una buona continenza delle urine.
Come recuperare la continenza?
Per lavorare su un buon recupero della continenza urinaria, il nostro consiglio è quello di affidarsi ad uno specialista della riabilitazione del pavimento pelvico. Nel nostro staff, è presente personale specializzato a cui puoi rivolgerti per saperne di più.
Lo specialista, dopo una attenta anamnesi, valuterà il livello di incontinenza del paziente e la capacità contrattile dei muscoli del pavimento pelvico.
La fase di analisi iniziale consentirà di stilare un programma di esercizi di rinforzo delle fibre fasiche e toniche dei muscoli del p.p.
Importante sarà anche lavorare su una corretta respirazione e distribuzione delle pressioni addominali per ridurre ulteriormente il rischio di perdite.
Lo specialista dovrà pian piano modificare questi esercizi adattandoli agli sforzi della vita quotidiana così da rendere la persona autonoma in tutte le sue attività.
Riabilitazione della funzione sessuale dopo prostatectomia
Molti uomini si chiedono se sia possibile riprendere l’attività sessuale dopo la rimozione della prostata. La risposta è sì, è possibile.
Il percorso può richiedere tempo e supporto professionale, ma prima di tutto dipende da quanto è stato invadente l’intervento (a causa della posizione, della forma e dell’estensione del tumore) e quanto sia stato possibile preservare le funzionalità.
Il lavoro sul pavimento pelvico, integrato con tecniche di rilassamento e consapevolezza corporea, può contribuire a migliorare la funzione erettile, la sensibilità e la percezione del piacere.
Un approccio integrato tra fisioterapia, urologia e, quando necessario, supporto psicologico, è la chiave per un recupero completo.
In quanto tempo si recupera l'erezione dopo l'intervento alla prostata?
Vengono stimati fino a 18 mesi di tempo.
Questo dipende dal fatto che la componente nervosa che regola il processo erettivo passa intorno alla prostata. Durante l'intervento si cerca di preservarla il più possibile, ma dipende sempre dall'estensione del tumore e dallo stupor che questi nervi subiscono nell'intervento.
Quindi, pur essendoci la componente di desiderio ed eccitatoria, potrebbe mancare la fase erettiva sia volontaria, sia spontanea (le classiche erezioni notturne o mattutine).
Quindi cosa fare?
Anche in questo caso bisogna rivolgersi al proprio chirurgo. In alcuni casi potrà essere utile la prescrizioni di pillole o iniezioni funzionali alla stimolazione dell'erezione, che per quanto artificiale, punta a riattivare il meccanismo neurologico dell'erezione.
Importantissima è l'autostimolazione. È difficile non demoralizzarsi e non rimanere delusi a causa della scarsa se non assente risposta erettiva, ma l'autostimolazione serve proprio come esercizio per riattivare tutti quei meccanismi neurologici funzionali all'erezione.
Quando rivolgersi a un fisioterapista specializzato
È consigliabile rivolgersi a un fisioterapista esperto in riabilitazione pelvica:
- Dopo un intervento di prostatectomia (anche a distanza di tempo);
- In presenza di incontinenza o urgenza urinaria persistente;
- In caso di difficoltà nella vita sessuale dopo la chirurgia;
- Per prepararsi all’intervento con esercizi preventivi mirati.
L’intervento tempestivo riduce i tempi di recupero e migliora in modo significativo la qualità della vita.
Articolo Aggiornato il: 09/01/2026
Osteokinesis: un percorso su misura per il tuo benessere
In Osteokinesis mettiamo al centro la persona e non solo il sintomo. Il nostro obiettivo è accompagnarti passo dopo passo nel recupero della funzionalità e dell’autonomia, attraverso programmi di riabilitazione del pavimento pelvico personalizzati e un approccio globale alla salute.
Se hai subito una prostatectomia o stai per affrontarla, prenota una valutazione con uno dei nostri fisioterapisti specializzati a Roma: potrai iniziare subito un percorso di recupero efficace e sicuro.
Chi si occupa di riabilitazione del pavimento pelvico nel nostro studio?
Ad occuparsi della riabilitazione del pavimento pelvico maschile e di tutte le disfunzioni ad esso connesse, nel nostro studio di fisioterapia di Roma, è il Dott. Simone Piferi, che annovera tra le sue specializzazioni:
- Fisioterapia del pavimento pelvico nelle disfunzioni urinarie maschili e femminili
- Riabilitazione del pavimento pelvico nei disturbi ano rettali
- Fisioterapia e Riabilitazione nella sindrome del dolore pelvico cronico
- Riabilitazione della diastasi addominale
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